Primo Forum Europeo di Agroecologia

Nel 2014 si è tenuto il primo Simposio Internazionale di Agroecologia per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, organizzato dalla FAO a Roma.  A tale incontro, sempre nel quadro dell’iniziativa della FAO, è seguita una serie di riunioni nei vari continenti. Quella europea è stata organizzata a Lione (Francia) dal 25-27 ottobre 2017. Ospitato nella prestigiosa sede dell’Università di Isara, questo primo Forum Europeo di Agroecologia ha visto la presenza di oltre 300 persone in rappresentanza di agricoltori, tecnici, ricercatori, studenti, istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, della società civile e di ONG …

Ricordiamo che per agroecologia si intende l’applicazione dei principi ecologici all’agricoltura sia per la produzione di cibo che di altri prodotti, il tutto basato sulla gestione degli agrosistemi. Questa “definizione” sintetizza il concetto di agricoltura che integra aspetti scientifici e sociali del suo ecosistema. In altre parole ottenere una agricoltura sostenibile, capace cioè di produrre cibo a sufficienza per la crescente popolazione mondiale ma senza mettere in pericolo l’ambiente e le risorse naturali. Naturalmente permettendo la redditività economica e sociale degli agricoltori. Di tutto questo il suolo è l’elemento fondamentale.

L’incontro di Lione ha affrontato molti argomenti cercando di chiarire la differenza dell’agroecologia da varie specifiche tecniche agricole come l’agricoltura organica, la permacoltura, l’agro foresteria, … Allo stesso tempo, è emerso un quadro non esaltante per l’Europa: l’agroecologia vi è limitata a poche strutture e in poche aree. Un interessante dibattito si è concentrato su come mantenere l’autonomia degli agricoltori pur accompagnandoli nel loro passaggio all’agroecologia. Per questo compito, uno specifico ruolo è richiesto ai ricercatori e al mondo scientifico. Continua a leggere “Primo Forum Europeo di Agroecologia”

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SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: LULUCF

Le istituzioni internazionali e in particolare quelle europee sono esperte nel creare acronimi incomprensibili. In passato, ad esempio, le Direzioni generali della Commissione europea erano indicate con numeri romani, la DG XII stava per la ricerca, la DG VIII per la cooperazione allo sviluppo, e così via. Si è optato in seguito per nomi interi DG Ambiente, DG Ricerca e Innovazione, … ma la tendenza era sempre quella di usare acronimi comprensibili ai soli addetti ai lavori: DG ECHO, DG EAS, EEAS, …

Non c’è quindi da stupirsi se LULUCF indica “Uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura” (“Land use, land use change and forestry”). Questo è anche il titolo della proposta di regolamento UE, attualmente in discussione al Parlamento europeo e al Consiglio, relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia (COM(2016)0479) .

Il cambiamento climatico è drammatico e sempre più evidente (inondazioni, cicloni, siccità, incendi, …) e deve essere affrontato insieme da tutti gli Stati Membri. L’accordo di Parigi del dicembre 2015 è la pietra miliare a cui riferirsi, se si vuole cominciare ad agire con una speranza di riuscita. Però il testo non prevede il … suolo. E non si tratta di dimenticanza. Per ottenere un accordo servivano consensi. Il suolo presenta una complessità nei suoi aspetti non solo tecnici, ma anche sociali ed etici. Perció gli organizzatori francesi hanno lanciato a latere un’azione parallela, denominata “Iniziativa 4per1000”, di cui il Forum SIP è partner e della quale relazioniamo regolarmente nei nostri bollettini.

A Parigi, le politiche europee hanno preso “coscienza” che, per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione del clima a lungo termine, sarà fondamentale il contributo proveniente dall’uso del suolo e delle foreste.  La Commissione Europea ha quindi preparato una proposta di regolamento, presentata nel 2016 al Parlamento Europeo e al Consiglio, sull’inclusione dell’uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF) nell’ambito del quadro 2030 per il clima e l’energia dell’UE. Tale proposta, attualmente in discussione, sarà inserita in quella sulle politiche del clima dell’Unione Europea in sostituzione del Protocollo di Kyoto che scade alla fine del 2020.

Si prevede di applicare la proposta di regolamento alle emissioni e agli assorbimenti dei gas a effetto serra alle seguenti categorie di suolo: a) terreni imboschiti, b) terreni disboscati, c) terre coltivate gestite, d) pascoli gestiti, e) terreni forestali gestiti.

Questa “classificazione” è motivata da motivazioni sia di contabilità che di continuità con il regolamento del 2013. Essa permette a tutti gli Stati Membri di poter calcolare gli effetti di accumulo o perdita di carbonio e presentarne rapporto alla Commissione.

Come il LULUCF contribuirà a livello di UE ad una riduzione del 30% delle emissioni dei gas serra entro il 2030 rispetto al 2005? Definendo impegni per gli Stati Membri che, oltre ad essere mantenuti, devono essere reali e controllabili secondo modalità precise di contabilizzazione (emissioni e immagazzinamenti). Il rigore richiesto viene però “compensato” dalla proposta di passare dall’attuale rendicontazione annuale ad una quinquennale.

Tale proposta di regolamento, prodotta dalla Commissione, non soddisfa molti parlamentari europei che la considerano “permissiva”, basata su considerazioni non chiare e sprovvista di reali obiettivi di protezione e di attuazione.

Il Parlamento europeo sta quindi presentando una serie di emendamenti che rendano più incisiva l’azione proposta. Essi, oltre alla maggiore presa in considerazione dei suoli, vanno verso un’attenta valutazione delle implicazioni sugli aspetti sociali degli strati più poveri e a rischio fame nell’Unione.

Invitiamo a leggere tutti gli emendamenti proposti e a seguirne l’evoluzione. Il dibattito in corso è sicuramente costruttivo e si può contattare direttamente un parlamentare europeo per esprimergli la propria opinione. Nomi e coordinate dei parlamentari sono disponibili nel sito web del Parlamento europeo, ma se già se ne conosce il nome, l’indirizzo email è: nome.cognome@europarl.europa.eu .

Per ulteriori informazioni  QUI

Simposio Suoli Vivi e 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo

Lo scorso ottobre è stato un mese particolarmente “fertile” per il suolo. Oltre alle iniziative della Presidenza estone dell’Unione Europea (di cui abbiamo parlato nel Bollettino del 1 novembre scorso) vi sono state il Simposio in Canada e la conferenza sulla biodiversità dei suoli in China.

“Simposio sui suoli vivi” organizzato dall’Università Concordia di Montreal dal 13 al 15 ottobre. Non è stato un incontro riservato a ricercatori e scienziati. Sebbene si inserisca nella cornice delle attività e dibattiti in corso a livello internazionale (Iniziativa 4×1000, Colloquio FAO sul Carbonio Organico e quello sulla Sicurezza Alimentare, …), l’iniziativa ha messo al centro del suo dibattito l’ascolto della Società Civile. In effetti è un dato di fatto che iniziative, esperienze e proposte per la protezione dei suoli e della sua fertilità vengano poste in essere principalmente dalla società civile che ha fatto sua la necessità di porre sempre maggiore attenzione alla salvaguardia e rigenerazione dei suoli.

Il Simposio si svolto attorno a 4 argomenti principali:

  1. Ciclo degli elementi nutritivi
  2. La filtrazione e la capacità di ritenzione dell’acqua
  3. L’inibizione di parassiti e di malattie per piante, animali e esseri umani
  4. Sequestro dei gas a effetto serra e produzione di gas puliti

I 400 partecipanti hanno discusso seguendo moduli basati quasi esclusivamente su assemblee plenarie. Ne è scaturita una volontà di dialogo e di confronto da perpetuare nel tempo.

Questo confronto tra società civile e struttura di ricerca è sicuramente un esempio da seguire. Permette di aprire il mondo accademico al confronto con gli attori diretti sul terreno, al contempo di chiarire cammini, scopi, rischi da affrontare per assieme trovare e sperimentare soluzioni. È quello che cerca di fare, nel suo piccolo, anche il Forum SIP.

Maggiori informazioni: Prof. Gabrielle Bastien gabrielle@livingsoilssymposium.ca

La 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo (Global Soil Biodiversity) si è tenuta il 15-19 Ottobre 2017 a Nanchino in China. Sull’importanza della biodiversità nei suoli non si esprimono più né dubbi né timori. Serve un ripensamento totale dell’approccio agricolo imperniato sulla produzione e non sulla conservazione del suolo.

Più di mille i partecipanti, principalmente ricercatori e accademici, in provenienza da oltre 47 paesi di tutti i continenti. Dibattiti plenari, sessioni, workshop, posters hanno fornito il quadro complessivo e completo della problematica del suolo e della sua biodiversità. Partendo dalla relazione tra la biodiversità del suolo e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile fino ad arrivare al futuro della biodiversità del suolo, ma passando dal contributo all’agricoltura sostenibile, al ciclo globale biogeochimico, al rafforzamento dei servizi ecosistemici, alla salute ambientale, ai metodi di valutazione, al collegamento tra struttura e funzioni, ai legami sopra e sotto la superficie, fino ad arrivare a tracciare la dinamica ecologica e la sua evoluzione e all’ottenimento di strumenti operativi (toolbox).

Impossibile riassumere la quantità di informazione, dati e proposte fornite durante il convegno. Gli interessati troveranno maggiori dettagli acquisendo il volume della conferenza in preparazione e previsto disponibile entro dicembre 2017. La terza conferenza è programmata per il 2020.

Programma con sintesi dei maggiori interventi http://ddl.escience.cn/f/PsCF

La presidenza Estone dell’UE

La Presidenza estone dell’Unione Europea si è particolarmente impegnata per portare l’attenzione sul suolo e il suo uso come componente della vita e della politica europea.

Il 28 settembre ha lanciato il dibattito sul suolo con un interessante documento che mette a nudo il problema col titolo “Tre chilometri quadrati sono distrutti tutti i giorni in Europa”.

Il 4-6 ottobre ha tenuto a Tallinn una conferenza ad alto livello come parte della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, dal titolo “Suolo per la produzione alimentare sostenibile e per i servizi ecosistemici” .

Alleghiamo qui le conclusioni della Conferenza che convergono su 4 tematiche principali: Continua a leggere “La presidenza Estone dell’UE”

Pesticide Action Network – Europe

Nell’Unione Europea numerose organizzazioni si battono per una società migliore e per un futuro in cui i nostri figli o nipoti non ci possano rimproverare d’inerzia o inettitudine. Esse sono vitali per il funzionamento delle stesse strutture comunitarie e per la sopravvivenza della democrazia. A volte la visione localistica di una problematica fa perdere di vista la galassia di organizzazioni che si occupano della stessa problematica negli altri paesi europei.

Vi presentiamo oggi la Pesticide Action Network (PAN) che si batte nel mondo per minimizzare l’impatto dei pesticidi pericolosi e sostituirli con alternative più ecologiche per la protezione ambientale e sociale. Creata nel 1982, ha via via aggregato oltre 600 organizzazioni non governative di oltre 60 paesi nel mondo, strutturate secondo cinque autonomi centri regionali, di cui uno in Europa dal 1987. Continua a leggere “Pesticide Action Network – Europe”

Rete Europea delle AgroEcoCittà

Cosa può collegare città spagnole, inglesi, tedesche, belghe e francesi?

La stessa volontà di recupero ambientale negli spazi periurbani attraverso il sostegno agli ecosistemi e all’agricoltura ecologica. In questa ottica una 15na di città tra cui Bristol, Bruges, Friburgo, Grenoble, Madrid ha creato la Rete Europea delle AgroEcoCittà (European Network of Cities for Agroecology).

Questa idea è nata da un progetto Life della Commissione Europea ed è stata lanciata nel dicembre scorso a Saragozza in un convegno dal titolo Huertas Life Km 0 (Orti Vita Km 0).

Si sono così create le basi per la rete europea cui hanno già aderito 15 città.

In riferimento all’obiettivo comune di incrementare le politiche agroecologiche, si è istituito un contesto comune per nuove politiche e modelli di gestione agroalimentare per le città. Basandosi sulle esperienze riportate al convegno, si è deciso di attivare la condivisione di sperimentazioni e la rapida costituzione di gruppi tematici specifici quali: riduzione dei rifiuti alimentari, promozione dell’economia circolare, creazione e coordinamento di infrastrutture logistiche e di approvvigionamento per migliorare la sostenibilità alimentare, ottimizzazione della pianificazione territoriale e della protezione delle terre agricole, attuazione di piani alimentari strategici, creazione di comitati locali per l’alimentazione, avvio d’iniziative di acquisto pubblico sostenibile e rafforzamento delle relazioni tra le autorità locali e le organizzazioni dei cittadini.

La rete è concepita come strumento aperto e flessibile che faciliti la partecipazione e l’apporto di contributi provenienti da tutte le parti interessate a raggiungere obiettivi comuni. Inoltre, si cercheranno contatti con le organizzazioni e reti che possano contribuire o che già vadano nella stessa direzione. Questo punto è particolarmente importante per il Forum SIP. Si potrebbe infatti promuovere una vera cultura del territorio, rivitalizzando i paesaggi agricoli urbani, attuando iniziative per ristabilire il collegamento tra mondi urbani e rurali, promuovendo la comunicazione trasversale tra di loro.

In tale quadro, le città avrebbero il compito di salvaguardare l’accesso alla proprietà fondiaria e la protezione dei territorio in ambito urbano, recuperando le terre agricole periurbane. Per fare ciò, gli strumenti di pianificazione territoriale dovrebbero sviluppare formule partecipative con le organizzazioni di base (consumatori e produttori) e della società civile.

Riportiamo la dichiarazione finale del convegno che potrebbe costituire il punto di partenza comune per una collaborazione anche per il Forum SIP:

“Il cibo può aiutare a ricostruire le identità rurali, agendo come legame per ricollegarsi con le città. Inoltre, le città devono trovare strumenti per far partecipare i movimenti sociali a queste politiche, sostenendo la rete a diversi livelli: europeo, nazionale, statale, locale. I governi locali dovrebbero passare a modelli di gestione capaci di governare, controllare e accompagnare gli sviluppi e processi emananti dalla società. In particolare, questo intensificarsi dovrebbe essere tradotto in uno sviluppo di politiche alimentari trasversali che si focalizzino su diversi settori (salute, energia, spreco, accesso a terra, acqua, paesaggio), prendendo cura anche dei concetti fondamentali, come l’agroecologia stessa, evitando banalizzazione o vacuità legati all’uso improprio.”

http://www.agroecocities.eu/conclusions/

http://www.zaragoza.es/ciudad/medioambiente/huertas/

Associazione Europea degli Organismi Fondiari per la Ristrutturazione Fondiaria (AEIAR)

Nell’anno dell’alluvione di Firenze del 1966, nasceva l’Association européenne des institutions d’aménagement rural (AEIAR). I due eventi non hanno nulla in comune, salvo che entrambi si riferiscono alla gestione del territorio.

Perché è stata creata l’AIEAR? Per l’ammodernamento delle strutture agricole e per adottare politiche per lo sviluppo delle aree rurali e la tutela del territorio. Con la sua rete composta da una ventina di istituzioni di una decina di paesi membri dell’Unione Europea, l’AIEAR opera nel campo dello sviluppo rurale attraverso politiche integrate con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle zone rurali. L’AIEAR è riconosciuta ufficialmente dalla Commissione Europea ed è membro del gruppo consultivo per lo sviluppo rurale della Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale.

I membri dell’AIEAR sono principalmente agenzie nazionali o regionali (queste ultime in particolare per la Germania e il Belgio) e attuano un regolare scambio di informazioni per il sostegno delle strutture agricole e delle imprese rurali. Il punto comune di partenza è che il suolo è la base della produzione agricola e sostiene molti servizi ecosistemici, ma è una risorsa sempre più scarsa, a rischio e non protetta.

Le aziende agricole hanno accesso a questa risorsa tramite meccanismi di mercato. La speculazione, l’aumento degli investimenti da parte di capitali non agricoli tendono ad aumentare la concentrazione del suolo e ostacolano l’accesso ai terreni per i giovani agricoltori. Per mantenere il modello di conduzione familiare radicato nel territorio, è necessario guidare il mercato dei terreni tramite interventi pubblici.

Questa è la principale conclusione anche dello studio effettuato dall’AIEAR in sette paesi europei: “Evoluzione delle strutture aziendali agricole in Europa – Politica, regolazione e strumenti fondiari”. Ne raccomandiamo la lettura poiché è particolarmente istruttivo e contiene dati e informazioni sull’evoluzione della proprietà fondiaria in Europa.

L’organismo italiano membro dell’AEIAR è l’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) un ente pubblico creato per la realizzazione di servizi informativi, assicurativi e finanziari al fine di ridurre i rischi inerenti alle attività produttive e di mercato. L’ISMEA affianca le Regioni nelle attività di riordino fondiario e in tale veste fa parte dell’AEIAR.

Association Européenne des Institutions d’Aménagement Rural (AEIAR): http://www.aeiar.eu/

Rapporto AIEAR del novembre 2016 disponibile in francese, inglese e tedesco QUI

NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: Tempo di conferenze

a) Commissione Europea – Green Week 2017 e EU Development Days 2017

I “diversamente giovani” ricorderanno che una volta, in Italia, sui mezzi pubblici di trasporto urbano c’era un cartello con scritto: “Si prega di non parlare al conducente”.

Chi ha partecipato alla Green Week 2017 organizzata dalla DG Ambiente della Commissione Europea – teoricamente dal 29 maggio al 2 giugno – ha potuto constatare che anche lí non si deve disturbare il “conducente”, cioè gli alti rappresentanti della Commissione Europea. Come succede su un autobus, il conducente continua a “guidare”, mentre i passeggeri – alcuni altamente interessanti per novità ed esperienza – stanno seduti dietro e possono parlare solo tra loro.

In due anni è stato demolito l’impianto stesso della Green Week. Da luogo di confronto e di incontro, ove gli oltre 2000 partecipanti costituivano il nucleo più importante della settimana “verde”, si è passati a luogo di ascolto di considerazioni generiche, riciclate e infruttuose. Prima si assisteva a decine di dibattiti con migliaia di persone che si scambiavano idee, proposte, esperienze. Tutti gli spazi – corridoi, caffetterie, luoghi di ristoro – erano un’effervescenza di discussioni e di scambi. Anche i vari rappresentanti delle istituzioni, dai Commissari ai funzionari di base, erano sollecitati a confrontarsi con esperienze concrete ed era difficile ascoltare generici discorsi autocelebrativi. Chi vi è stato, tornava con il sentimento di essersi arricchito sia per le idee che per i contatti. Continua a leggere “NOTIZIE SU SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: Tempo di conferenze”