Economia Circolare

È un momento “positivo” per il rilancio dell’economia circolare nell’Unione Europea. Nell’arco di poche settimane si è vista la preparazione di una specifica risoluzione del parlamento europeo, l’approvazione della tanto attesa strategia per la plastica, una comunicazione riguardante soluzioni possibili alle questioni che emergono all’interfaccia tra i testi legislativi relativi alle sostanze chimiche, ai prodotti e ai rifiuti. Il tutto scaturito dal rapporto della Commissione Europea sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare del gennaio 2017 (COM 2017-33 final).

A ciò s’aggiungono conferenze riunioni dibattiti. Menzioniamo solo: la conferenza del 20-21 febbraio a Bruxelles quale riunione della piattaforma delle parti interessate all’economia circolare; la Terza Conferenza sui cambiamenti circolari – Sviluppo di tabelle di marcia economiche circolari (Third Circular Change Conference – Unfolding Circular Economy Roadmaps) in Slovenia il prossimo 10 e 11 maggio[6].Serve tutto ciò? Sicuramente, nel lungo termine. Necessitano però impegno e coinvolgimento delle varie istituzioni locali e comunali per poter arrivare alle persone. Il rischio è il disinteresse e la non partecipazione col la messa in opera di un reale controllo democratico da parte dei singoli e dei gruppi. Senza il loro coinvolgimento il suolo continuerà ad essere il contenitore di tutte gli elementi più inquinanti prodotti dall’attività umana. L’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura e i valori di concentrazione ammissibili dei fanghi pesanti, restano temi principali in materia di protezione del suolo e di sicurezza alimentare. La cosiddetta “Terra dei Fuochi” in Italia ne è un esempio inequivocabile e sfortunatamente non più isolato. Un’economia circolare non può basarsi solo sulla buona volontà.

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World Economic Forum – Davos 2018

Ci interessiamo oggi del World Economic Forum Annual Meeting che si è tenuto dal 23 al 26 gennaio scorso. Come mai e perchè poi nella sezione riguardante la “dimensione europea“?

Generalmente le analisi che riguardano l’ambiente, quando presentate da ricercatori o accademici, sono di rado prese in considerazione dal mondo politico. Ora abbiamo invece un documento che indica come mondo politico ed economico percepiscono per il 2018 i maggiori pericoli per il pianeta. Ci riferiamo al rapporto The Global Risks – Report 2018 arrivato alla sua 13ma edizione. Continua a leggere “World Economic Forum – Davos 2018”

Applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale

La politica attuata dall’Unione Europea negli ultimi anni ha portato alla disaffezione dei cittadini, all’aumento della sfiducia, al risorgere di nazionalismi e rigurgiti epocali che si pensavano definitivamente archiviati. Si è rinunciato persino a valorizzare ed evidenziare le politiche ambientali che molti paesi nel mondo ci invidiano. Siamo infatti una delle poche aree al mondo in cui ancora si cerca di difendere il valore della natura e dell’ambiente.

Attiriamo l’attenzione sulla Risoluzione del Parlamento europeo del 26 ottobre 2017 circa l’applicazione della direttiva relativa alla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale (detta anche “direttiva ELD” o “direttiva sulla responsabilità ambientale”). Continua a leggere “Applicazione della direttiva sulla responsabilità ambientale”

Primo Forum Europeo di Agroecologia

Nel 2014 si è tenuto il primo Simposio Internazionale di Agroecologia per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, organizzato dalla FAO a Roma.  A tale incontro, sempre nel quadro dell’iniziativa della FAO, è seguita una serie di riunioni nei vari continenti. Quella europea è stata organizzata a Lione (Francia) dal 25-27 ottobre 2017. Ospitato nella prestigiosa sede dell’Università di Isara, questo primo Forum Europeo di Agroecologia ha visto la presenza di oltre 300 persone in rappresentanza di agricoltori, tecnici, ricercatori, studenti, istituzioni pubbliche nazionali e internazionali, della società civile e di ONG …

Ricordiamo che per agroecologia si intende l’applicazione dei principi ecologici all’agricoltura sia per la produzione di cibo che di altri prodotti, il tutto basato sulla gestione degli agrosistemi. Questa “definizione” sintetizza il concetto di agricoltura che integra aspetti scientifici e sociali del suo ecosistema. In altre parole ottenere una agricoltura sostenibile, capace cioè di produrre cibo a sufficienza per la crescente popolazione mondiale ma senza mettere in pericolo l’ambiente e le risorse naturali. Naturalmente permettendo la redditività economica e sociale degli agricoltori. Di tutto questo il suolo è l’elemento fondamentale.

L’incontro di Lione ha affrontato molti argomenti cercando di chiarire la differenza dell’agroecologia da varie specifiche tecniche agricole come l’agricoltura organica, la permacoltura, l’agro foresteria, … Allo stesso tempo, è emerso un quadro non esaltante per l’Europa: l’agroecologia vi è limitata a poche strutture e in poche aree. Un interessante dibattito si è concentrato su come mantenere l’autonomia degli agricoltori pur accompagnandoli nel loro passaggio all’agroecologia. Per questo compito, uno specifico ruolo è richiesto ai ricercatori e al mondo scientifico. Continua a leggere “Primo Forum Europeo di Agroecologia”

SUOLO E ISTITUZIONI EUROPEE: LULUCF

Le istituzioni internazionali e in particolare quelle europee sono esperte nel creare acronimi incomprensibili. In passato, ad esempio, le Direzioni generali della Commissione europea erano indicate con numeri romani, la DG XII stava per la ricerca, la DG VIII per la cooperazione allo sviluppo, e così via. Si è optato in seguito per nomi interi DG Ambiente, DG Ricerca e Innovazione, … ma la tendenza era sempre quella di usare acronimi comprensibili ai soli addetti ai lavori: DG ECHO, DG EAS, EEAS, …

Non c’è quindi da stupirsi se LULUCF indica “Uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura” (“Land use, land use change and forestry”). Questo è anche il titolo della proposta di regolamento UE, attualmente in discussione al Parlamento europeo e al Consiglio, relativo all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia (COM(2016)0479) .

Il cambiamento climatico è drammatico e sempre più evidente (inondazioni, cicloni, siccità, incendi, …) e deve essere affrontato insieme da tutti gli Stati Membri. L’accordo di Parigi del dicembre 2015 è la pietra miliare a cui riferirsi, se si vuole cominciare ad agire con una speranza di riuscita. Però il testo non prevede il … suolo. E non si tratta di dimenticanza. Per ottenere un accordo servivano consensi. Il suolo presenta una complessità nei suoi aspetti non solo tecnici, ma anche sociali ed etici. Perció gli organizzatori francesi hanno lanciato a latere un’azione parallela, denominata “Iniziativa 4per1000”, di cui il Forum SIP è partner e della quale relazioniamo regolarmente nei nostri bollettini.

A Parigi, le politiche europee hanno preso “coscienza” che, per il raggiungimento degli obiettivi di mitigazione del clima a lungo termine, sarà fondamentale il contributo proveniente dall’uso del suolo e delle foreste.  La Commissione Europea ha quindi preparato una proposta di regolamento, presentata nel 2016 al Parlamento Europeo e al Consiglio, sull’inclusione dell’uso del suolo, dei cambiamenti di uso del suolo e della silvicoltura (LULUCF) nell’ambito del quadro 2030 per il clima e l’energia dell’UE. Tale proposta, attualmente in discussione, sarà inserita in quella sulle politiche del clima dell’Unione Europea in sostituzione del Protocollo di Kyoto che scade alla fine del 2020.

Si prevede di applicare la proposta di regolamento alle emissioni e agli assorbimenti dei gas a effetto serra alle seguenti categorie di suolo: a) terreni imboschiti, b) terreni disboscati, c) terre coltivate gestite, d) pascoli gestiti, e) terreni forestali gestiti.

Questa “classificazione” è motivata da motivazioni sia di contabilità che di continuità con il regolamento del 2013. Essa permette a tutti gli Stati Membri di poter calcolare gli effetti di accumulo o perdita di carbonio e presentarne rapporto alla Commissione.

Come il LULUCF contribuirà a livello di UE ad una riduzione del 30% delle emissioni dei gas serra entro il 2030 rispetto al 2005? Definendo impegni per gli Stati Membri che, oltre ad essere mantenuti, devono essere reali e controllabili secondo modalità precise di contabilizzazione (emissioni e immagazzinamenti). Il rigore richiesto viene però “compensato” dalla proposta di passare dall’attuale rendicontazione annuale ad una quinquennale.

Tale proposta di regolamento, prodotta dalla Commissione, non soddisfa molti parlamentari europei che la considerano “permissiva”, basata su considerazioni non chiare e sprovvista di reali obiettivi di protezione e di attuazione.

Il Parlamento europeo sta quindi presentando una serie di emendamenti che rendano più incisiva l’azione proposta. Essi, oltre alla maggiore presa in considerazione dei suoli, vanno verso un’attenta valutazione delle implicazioni sugli aspetti sociali degli strati più poveri e a rischio fame nell’Unione.

Invitiamo a leggere tutti gli emendamenti proposti e a seguirne l’evoluzione. Il dibattito in corso è sicuramente costruttivo e si può contattare direttamente un parlamentare europeo per esprimergli la propria opinione. Nomi e coordinate dei parlamentari sono disponibili nel sito web del Parlamento europeo, ma se già se ne conosce il nome, l’indirizzo email è: nome.cognome@europarl.europa.eu .

Per ulteriori informazioni  QUI

Simposio Suoli Vivi e 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo

Lo scorso ottobre è stato un mese particolarmente “fertile” per il suolo. Oltre alle iniziative della Presidenza estone dell’Unione Europea (di cui abbiamo parlato nel Bollettino del 1 novembre scorso) vi sono state il Simposio in Canada e la conferenza sulla biodiversità dei suoli in China.

“Simposio sui suoli vivi” organizzato dall’Università Concordia di Montreal dal 13 al 15 ottobre. Non è stato un incontro riservato a ricercatori e scienziati. Sebbene si inserisca nella cornice delle attività e dibattiti in corso a livello internazionale (Iniziativa 4×1000, Colloquio FAO sul Carbonio Organico e quello sulla Sicurezza Alimentare, …), l’iniziativa ha messo al centro del suo dibattito l’ascolto della Società Civile. In effetti è un dato di fatto che iniziative, esperienze e proposte per la protezione dei suoli e della sua fertilità vengano poste in essere principalmente dalla società civile che ha fatto sua la necessità di porre sempre maggiore attenzione alla salvaguardia e rigenerazione dei suoli.

Il Simposio si svolto attorno a 4 argomenti principali:

  1. Ciclo degli elementi nutritivi
  2. La filtrazione e la capacità di ritenzione dell’acqua
  3. L’inibizione di parassiti e di malattie per piante, animali e esseri umani
  4. Sequestro dei gas a effetto serra e produzione di gas puliti

I 400 partecipanti hanno discusso seguendo moduli basati quasi esclusivamente su assemblee plenarie. Ne è scaturita una volontà di dialogo e di confronto da perpetuare nel tempo.

Questo confronto tra società civile e struttura di ricerca è sicuramente un esempio da seguire. Permette di aprire il mondo accademico al confronto con gli attori diretti sul terreno, al contempo di chiarire cammini, scopi, rischi da affrontare per assieme trovare e sperimentare soluzioni. È quello che cerca di fare, nel suo piccolo, anche il Forum SIP.

Maggiori informazioni: Prof. Gabrielle Bastien gabrielle@livingsoilssymposium.ca

La 2a Conferenza su Biodiversità Globale del Suolo (Global Soil Biodiversity) si è tenuta il 15-19 Ottobre 2017 a Nanchino in China. Sull’importanza della biodiversità nei suoli non si esprimono più né dubbi né timori. Serve un ripensamento totale dell’approccio agricolo imperniato sulla produzione e non sulla conservazione del suolo.

Più di mille i partecipanti, principalmente ricercatori e accademici, in provenienza da oltre 47 paesi di tutti i continenti. Dibattiti plenari, sessioni, workshop, posters hanno fornito il quadro complessivo e completo della problematica del suolo e della sua biodiversità. Partendo dalla relazione tra la biodiversità del suolo e gli obiettivi dello sviluppo sostenibile fino ad arrivare al futuro della biodiversità del suolo, ma passando dal contributo all’agricoltura sostenibile, al ciclo globale biogeochimico, al rafforzamento dei servizi ecosistemici, alla salute ambientale, ai metodi di valutazione, al collegamento tra struttura e funzioni, ai legami sopra e sotto la superficie, fino ad arrivare a tracciare la dinamica ecologica e la sua evoluzione e all’ottenimento di strumenti operativi (toolbox).

Impossibile riassumere la quantità di informazione, dati e proposte fornite durante il convegno. Gli interessati troveranno maggiori dettagli acquisendo il volume della conferenza in preparazione e previsto disponibile entro dicembre 2017. La terza conferenza è programmata per il 2020.

Programma con sintesi dei maggiori interventi http://ddl.escience.cn/f/PsCF

La presidenza Estone dell’UE

La Presidenza estone dell’Unione Europea si è particolarmente impegnata per portare l’attenzione sul suolo e il suo uso come componente della vita e della politica europea.

Il 28 settembre ha lanciato il dibattito sul suolo con un interessante documento che mette a nudo il problema col titolo “Tre chilometri quadrati sono distrutti tutti i giorni in Europa”.

Il 4-6 ottobre ha tenuto a Tallinn una conferenza ad alto livello come parte della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, dal titolo “Suolo per la produzione alimentare sostenibile e per i servizi ecosistemici” .

Alleghiamo qui le conclusioni della Conferenza che convergono su 4 tematiche principali: Continua a leggere “La presidenza Estone dell’UE”

Pesticide Action Network – Europe

Nell’Unione Europea numerose organizzazioni si battono per una società migliore e per un futuro in cui i nostri figli o nipoti non ci possano rimproverare d’inerzia o inettitudine. Esse sono vitali per il funzionamento delle stesse strutture comunitarie e per la sopravvivenza della democrazia. A volte la visione localistica di una problematica fa perdere di vista la galassia di organizzazioni che si occupano della stessa problematica negli altri paesi europei.

Vi presentiamo oggi la Pesticide Action Network (PAN) che si batte nel mondo per minimizzare l’impatto dei pesticidi pericolosi e sostituirli con alternative più ecologiche per la protezione ambientale e sociale. Creata nel 1982, ha via via aggregato oltre 600 organizzazioni non governative di oltre 60 paesi nel mondo, strutturate secondo cinque autonomi centri regionali, di cui uno in Europa dal 1987. Continua a leggere “Pesticide Action Network – Europe”