La macchina europea si è messa in moto

Il confinamento ha accelerato la preparazione dei documenti previsti dalla Commissione europea per il Green Deal for Europe. Ne emerge un quadro complesso a volte entusiasmante, spesso contraddittorio. Elenchiamo qui i documenti che, secondo noi, vanno letti. Sono tutti disponibili in inglese, e per alcuni esistono delle versioni in italiano.

  1.  Strategia europea della Biodiversità per il 2030 (Biodiversity EU Strategy for 2030),Contiene un intero paragrafo sul suolo e la sua importanza. Introduce la  preparazione di una specifica direttiva sul suolo entro la fine del 2021.
  2. Dal produttore al consumatore (From Farm to Fork), Cerca di mettere tutti d’accordo ed è cosa impossibile, ma ha almeno il merito di indicare dei limiti e degli obiettivi precisi entro il 2030.
  3. Analisi dei legami tra la riforma della PAC e il Green Deal (Analysis of links between CAP Reform and the Green Deal). Tutto tende a sottolineare che l’attuale proposta PAC è in linea col Green Deal. Utopia, menzogna o eufemismo?
  4. Legge europea sul clima (European Climate Law). Da approfondire e dettagliare.
  5. Tassonomia: rapporto finale del gruppo di esperti tecnici sulla finanza sostenibile (Taxonomy: Final report of the Technical Expert Group on Sustainable Finance)

Grosso volume di circa 700 pagine, necessario per capire cosa e come sia possibile finanziare le azioni del Green Deal.

È chiaro per tutti che non possiamo tornare alla “normalità” di prima del COVID19. Allora  bisogna impegnarci a seguire la discussione su questi documenti e su gli altri che seguiranno per contribuire al loro miglioramento e alla loro ridefinizione. Vi è l’assoluta necessità/urgenza di un impegno comune nel coinvolgere tutti gli attori interessati per ottenere un quadro di riferimento europeo per la salvaguardia dei suoli.  Il Forum SIP deve agire in prima persona anche su tale fronte.

EIP-AGRI Partenariato europeo per l’innovazione nell’agricoltura

Il partenariato europeo per l’innovazione nell’agricoltura (EIP-AGRI) è stato istituito come un nuovo modo di aiutare i settori agricolo e forestale a diventare più produttivi, sostenibili e in grado di affrontare le sfide attuali. Si concentra sulla formazione di partenariati e sul collegamento tra persone di diversa estrazione professionale nella rete EIP-AGRI attraverso diversi tipi di attività, come gruppi operativi e Focus Group EIP-AGRI. In questo modo è possibile unire le forze di agricoltori, consulenti, ricercatori, agroalimentari, ONG e altre parti interessate per ottenere rapidamente soluzioni innovative e risultati di ricerca che possono essere messi in pratica più facilmente.

L’Assemblea delle Reti Rurali, avviata nel gennaio 2015, coordina due reti: la rete EIP-AGRI e la rete europea per lo sviluppo rurale (ENRD). L’Assemblea comprende diversi sottogruppi. Uno di questi è la “Salvaguardia dei nostri suoli” che ha organizzato numerosi workshops e seminari su diversi temi specifici del suolo come Organic is Operational (2017) o Agri-Innovation Summit 2019.

Negli ultimi anni, oltre a opuscoli, articoli, progetti di ricerca sul suolo, il sottogruppo EIP-AGRI ha organizzato numerosi incontri su diversi argomenti legati al suolo, oltre che sulla materia organica del suolo, le malattie trasmesse dal suolo, la contaminazione del suolo e lo stoccaggio del carbonio, il suolo e l’acqua, il riciclaggio dei nutrienti e dei resti agricoli nel suolo. A breve EIP-AGRI effettuerà un seminario su agricoltura a emissioni zero e un altro incontro EIP-AGRI specifico sul suolo.

Restiamo comunque dubbiosi sulla funzionalità di questa azione europea in quanto, più che armonizzare e usare le eccellenze innovative, rischia di ripercorrere esperienze già coperte da altri programmi comunitari.

Rapporto della Conferenza sul Suolo del 25/11/2019

È stato pubblicato il rapporto della conferenza sul suolo del 25 Novembre 2019 – Soil and the SDGs: challenges and need for action (Suolo e SDGs: sfide e necessità di azione). Ottima sintesi dei dibattiti e degli interventi che invitiamo a leggere. Qui vogliamo soffermarci sulle due pagine di raccomandazioni: da sole potrebbero essere considerate il programma da inserire nelle programmazioni del GDE in cui il suolo è ancora un argomento nascosto.

Leggiamo attentamente ciò che viene proposto nei quattro paragrafi che elencano le azioni da intraprendere.

 Come dovremmo agire? Continua a leggere “Rapporto della Conferenza sul Suolo del 25/11/2019”

GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea) – W la differenza: Piantiamo alberi gratuitamente

Un vecchio proverbio afferma “Accade in un’ora quel che non avviene in cent’anni“. Cosí, su un argomento non succede niente di importante e poi tutto d’un tratto su quella stessa tematica si assiste ad eventi concatenati che si susseguono a ritmo sostenuto.

È il caso del concetto del Green New Deal che ha subito un’accelerazione dal momento che è stato lanciato e che ha costretto il mondo politico e le singole persone a rendersi conto dei raggiunti e sorpassati limiti ambientali, grazie anche alle manifestazioni avvenute in tutto il mondo. Se non fosse per la crisi creata dal Coronavirus, il Green New Deal sarebbe probabilmente l’argomento principe di tutti i dibattiti mediatici e politici.

Come annunciato, offriamo qui uno spazio in cui illustrare le dinamiche relative al dibattito in corso senza dimenticare di fare esempi concreti di possibili opzioni e soluzioni.

Contiamo sui contributi dei lettori da inviare a suolo.europa@gmail.com.

GNDE – Società Civile  

Ci è stato richiesto di fornire maggiori informazioni su GNDE.

Il documento è di per sè esaustivo e parte da poche considerazioni basilari: a) si devono affrontare all’unisono le tre facce della crisi: quella economica, quella ambientale e quella di carenza democratica; b) vanno trovate soluzioni alle ineguaglianze e sperequazioni identificando soluzioni a favore dei più demuniti, deboli e poveri; c) si deve dare ascolto alle richieste e trovare soluzioni alle contraddizioni che la società civile e le giovani generazioni sono riuscite a far emergere. Continua a leggere “GNDE (Società Civile) ≠ GNE (Commissione Europea) – W la differenza: Piantiamo alberi gratuitamente”

Updated figures on land take

Land Take refers to the concept of the occupation and use of farmland for purposes other than farming or forestry, to build infrastructure, homes, industrial buildings and so on.

Land take occurs above all in peri-urban areas, where the demand for new infrastructure is high and soil quality, for historical reasons of human settlement, is good.

The most recent figures on the situation regarding land take in the EU were published by the European Enviornment Agency last December. They have been published on the Agency’s website and provide interactive information and data on land take in the 39 countries that are members of the Agency including the 28 (now 27) that belong to the EU.

In brief: Continua a leggere “Updated figures on land take”

Dati aggiornati sul Land Take

Il termine inglese Land Take sintetizza il concetto di occupazione e uso del terreno agricolo per scopi differenti da quelli agricolo o forestale, per costruire infrastrutture, abitazioni, edifici industriali, ecc.

Lo traduciamo con “consumo di suolo” e si verifica soprattutto nelle aree periurbane, dove la domanda di nuove infrastrutture è elevata e la qualità del suolo, per motivi storici di insediamento umano, è buona.

I dati più recenti sulla situazione di occupazione dei suoli nell’Unione Europea sono stati pubblicati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente nel dicembre scorso. Sono stati messi a disposizione nel sito dell’Agenzia e forniscono in maniera interattiva le informazioni e i dati sul consumo di suolo in 39 paesi membri dell’Agenzia di cui i 28 (ora 27) dell’UE.

Sinteticamente: Continua a leggere “Dati aggiornati sul Land Take”

Stato dell’Ambiente in Europa (SOER) 2020

Gli addetti ai lavori lo chiamano direttamente con il suo acronimo inglese SOER. Si tratta del rapporto sullo stato dell’ambiente in Europa redatto ogni cinque anni dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. Per Natale lo abbiamo trovato sotto l’albero. È un documento di cui non è necessario sottolineare l’importanza. Va letto e meditato, mentre gli amministratori pubblici e i rappresentanti politici dovrebbero tenerlo sulla scrivania o, come suggerito da alcuni, direttamente sul comodino.

Non possiamo rallegrarci, in sintesi “abbiamo perso il treno” e l’Europa non riuscirà a centrare gli obiettivi fissati per il 2030. Si raccomanda allora un intervento urgente che possa nell’arco dei prossimi 10 anni fare quello che non si è fatto negli ultimi 40. Il rapporto non può per la sua natura essere “negativo” o “pessimista”, pertanto si continua a sostenere la speranza e a richiedere un intervento urgente che affronti l’allarmante tasso di perdita di biodiversità, gli effetti sempre maggiori dei cambiamenti climatici e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Possibile?

Il raffronto col precedente rapporto SOER del 2015, ci fornisce dati spietati.

Lo stato dell’ambiente è peggiorato, le prospettive sono ambigue e nel complesso le tendenze ambientali in Europa non sono migliorate. Prendiamo il campo della biodiversità: dei 13 obiettivi strategici specifici fissati per il 2020 in questo settore, solo due hanno buone probabilità di essere raggiunti: la designazione di zone marine e zone terrestri protette. Guardando al 2030, se le attuali tendenze persistono il deterioramento dell’ambiente naturale si aggraverà e aria, acqua e suolo continueranno a essere inquinati.

Già il suolo!

Basta una occhiata alla figura qui allegata che riporta schematicamente e sinteticamente la stato dell’ambiente in Europa. Non è necessario leggere, saltano agli occhi immediatamente le tre sole linee orizzontali completamente rosse (colore che indica “Dominano tendenze/sviluppi al peggioramento” e “Non a buon punto”). Corrispondono a:

Urbanizzazione e uso del suolo da parte di agricoltura e silvicoltura

Condizioni del suolo

Cambiamenti climatici e impatti sugli ecosistemi

In altre parole, i peggiori allievi della classe!

Per urbanizzazione e uso del suolo Non a buon punto neanche per il 2050.

Se partiamo dalle parole di Franklin Dehousse – professore all’Università di Liegi e precedentemente giudice alla Corte di Giustizia dell’Unione europea – che commentando le affermazioni del Presidente della Repubblica francese sulla NATO ha detto: “Non è la NATO che è nello stato di morte cerebrale, ma la classe politica europea” (pubblicate in Belgio su Le Vif/Express no. 47 | 21 novembre 2019), allora la situazione ambientale in Europa NON potrà migliorare.

Allora ai giovani che manifestano e che chiedono risultati e concretezza, possiamo per il momento rispondere Chi vive sperando muore cantando.

valorizzazione capitale sociale e obiettivi

The Green Deal for Europe

In queste settimane si sente sempre più parlare del Green Deal for Europe(Patto Verde per l’Europa) con cui la nuova Commissione Europea si è presentata per rispondere alle proteste dei giovani e della società civile che domandano e pretendono cose concrete e non fiumi di parole. Il Commissario Frans Timmermans ne ha la delega specifica.

Fino ad oggi le questioni ambientali erano state bloccate dalla precedente Commissione Europea. Ora assistiamo ad una rivitalizzazione delle strutture comunitarie su questa tematica in vista della preparazione del Patto Verde. Ma quest’ultimo cosa contiene? …

Lo si può capire leggendo il documento presentato ufficialmente l’11.12.2019 e disponibile in inglese, francese e tedesco nel sito della Commissione Europea (Bruxelles, COM(2019) 640 finale). È una lista di buone intenzioni e belle parole, con descrizioni di attività frenetiche” da attuare entro il 2020 e il 2021 per preparare piani, direttive, legislazioni. La Commissione proclama questo documento come una Tabella di Marcia da attuare insieme a cittadini, società civile, Stati membri e paesi extraeuropei.

La prima pagina è entusiasmante! Si cambia sistema rispetto alla Commissione degli ultimi cinque anni: Continua a leggere “The Green Deal for Europe”